La valle Ardivestra inizia a Godiasco e attraversa il territorio di diversi comuni, che meritano di essere visitati vuoi per un motivo o solo per curiosità.
Innanzitutto la fauna presente in questa valle e composta oltre che da Lepri anche da Scoiattoli, Tassi, Cinghiali, Puzzole, Volpi, Daini e Caprioli, per non parlare degli uccelli, dal fagiano alla ghiandaia, gufi, civette, falchi, poiane, aironi eccetera fino alla splendida UPUPA.
Un vero e proprio paradiso naturalistico, oltre al fatto che l'agricoltura intensiva è quasi inesistente e di conseguenza parliamo di una valle con "alto tasso di qualità della vita!"
Ecco qualche "residente" davanti all'obiettivo :
Per seguire la valle Ardivestra si parte da Godiasco, il cui nome pare derivare da Gaudiasci, nome di una cittadina ligure nominata dall'imperatore Traiano. Nel medioevo faceva parte del feudo dei Malaspina (da vedere Palazzo Malaspina) ed era famosa per le lavorazioni della pietra, del legno e per il mercato nero del sale. Passeggiando per il centro storico si avrà occasione di vedere un bel portale rinascimentale e un pozzo seicentesco, entrambi in pietra arenaria.
La valle si snoda con un paesaggio di grande bellezza naturalistica.
Splendida è la vista della Pieve Romanica di S. Zaccaria, pregevole esempio di arte romanica la cui costruzione risale intorno all'anno mille .
Ci si imbatte poi nel bel castello merlato del trecento di Montesegale, ora dimora privata, in perfetto stato di conservazione ed ottimo esempio di architettura medioevale dovuta ai marchesi Malaspina.Il luogo fu espugnato nel 1415 dal Conte di Carmagnola, capitano di ventura assoldato dai Visconti. Il castello sorge in posizione chiave per il controllo dell'alta e della bassa valle del torrente Ardivestra.
Si hanno notizie di Montesegale (Montesicalis) fin dal 1029.
Si sale poi fino a raggiungere la costa di Fortunago (http://www.comunedifortunago.it/) da dove si apre un bellissimo prospetto dell’intero rilievo Appenninico e del paesino di antiche origini celtiche che, come vuole la leggenda, fu luogo di rifugio dei primi cristiani perseguitati, come S. Ponzo, a cui è legata la credenza della fonte di acqua miracolosa. Proseguendo attraverso le colline si si può raggiungere ad est la Val Versa e a sud il Castello di Stefanago (XV sec.) ,edificio in mattoni su base di pietra, eretto nel XIII secolo, e poi restaurato nel quattrocento , per poi sfociare nella Valle Coppa, dove si toccano i centri di Borgoratto Mormorolo e Borgo Priolo, luoghi di grande interesse paesaggistico, con una buona attività turistica, ma soprattutto a preminente vocazione agricola con la vitivinicoltura.
Queste invece sono foto che ho scattato in questi giorni di tiepido sole dalle finestre di casa mia...dal "lato Ardivestra"....come si fa a non rimanere incantati da uno spettacolo del genere ?




